giovedì 12 febbraio 2015

Un'incredibile sfilza di boh, in attesa di Conchita

Okkei, mi rimangio tutto.
tutte le promesse nazionalpopolari che avevo intravisto nella prima serata di Sanremo, nella seconda serata si sono sciolte come neve al sole. Quel mix sapientemente dosato di orrido e magnifico, di trash e intelligente, di idiota ed educativo si è ridotto ad una poltiglia informe. 
E va bene che è mercoledì, e va bene che la seconda serata non è mai nè carne nè pesce, e va bene che dopo la tortura sui social di Alessandro Siani nessuno più aveva il coraggio di fare niente che non fosse scritto e riletto da almeno sei occhi. Ma aspettarsi che tutta la serata la tenesse su l'attesa di una drag queen (benchè dal talento canoro innegabile, l'aspetto veramente e costantemente inquietante, e una allure da vera diva, come non ce ne sono più), vivaddio, mi è sembrato un po' eccessivo.

E, forse la noia, forse la distrazione, nemmeno le canzoni in gara mi sono sembrate poi cosi rilevanti: e si che c'erano i ritorni di Marco Masini e Raf, la pruriginosa attesa del brano di Anna Tatangelo (Ma "Libera" non è testo che ha ache fare con il fatto che si è lasciata con Gigi d'Alessio) l'unica che mi è rimasta in testa è stata quella dei Soliti Idioti che, perlomeno si è rivelata una canzonetta che un po' fa pensare. C'è chi ha poi scomodato Cochi e Renato: sospendo il giudizio, perchè potrebbe essere stata colpa dell'entusiasmo suscitato dall'unica canzone che mi ha risvegliato un po' dal torpore, ma un vago senso di "Canzone intelligente dei Soliti Idioti" me l'ha data.

Gli ospiti praticamente non me li ricordo più, tranne una: Conchita Wurst. Il che vuol dire che tutto il resto era solo una sfilza di siparietti in attesa della diva che ha dovuto esibirsi 3 minuti dopo lo scattare della notte per uscire da qualuque tipo di fascia protetta. E' stata davvero una "diva divina" anche nelle risposte alle domande sceme di Conti: quel ragazzo, davvero, si farà.

La sua mise non è stata però spettacolare come quella dell'Eurofestival, dove era davvero straordinaria per eleganza e aplomb:mi vien voglia di dire che le scollature profonde non le donano, e il suo nuovo taglio di capelli non sta bene con la barba... ma sono dettagli.

Meno un dettaglio, come ci segnalano dal divano, è stato il fatto che Carlo Conti continuasse imperterrito a chiamarlo Tom, il suo nome di nascita: un po' come se continuasse a chiamare Arisa Rosalba, o signora Pippa. Tra le quinte, il produttore esecutivo della Cei ha chiesto al conduttore di fare il falco con questa Fenice. Che, alla domanda "Ma dica un po', secondo lei la barba l'ha aiutata all'Eurosong?" (domanda spinta anche dall'invidiosissima Emma, da lei stracciata alla competizione europea)  ha risposto: "Certo che mi ha aiutato, insieme a molte altre cose. Ma se non l'avessi avuta, non mi sarei sentita completamente io". Chapeau.

Chi era perfetta da rimanere senza fiato era Charlize Theron, di una bellezza paralizzante. Troppo per noi, che eravamo completamente rincoglioniti dalla noia. Ora che ci penso, c'è stato anche un superospite italiano, che ha cantato alcuni dei suoi più grandi successi, e un omaggio a Pino Daniele: Biagio Antonacci. Ma, al contrario di Ferro - o, per dire - di Albano e Romina - Antonacci, non so perchè, non riesco a considerarlo un superospite. Sarà perchè non è il mio genere. Omaggio  Pino Daniele dignitoso, canzoni orecchiabili, commenti politicamente corretti. Insomma proprio niente da segnalare, a parte il fatto che portava i mocassini senza calze. Passato senza lasciare traccia persino Joe Bastianich, che stasera chi si annoia troppo può guardarsi nel suo vero splendore a Masterchef, e quasi quasi, anche Luca Argentero e Claudio Amendola (ma almeno loro sono simpatici si presentano bene ed era un bel siparietto sanremese).

Una considerazione a parte la meritano i comici, che nella stragrande maggioranza dei casi cadono nella maledizione di Montezuma di Sanremo: possono anche sbancare al botteghino, riempire i teatri, godere di fama e critica unanime: ma quando salgono su quel palco, mediamente, fan ca@re.
Quale terribile sorta di maleficio li colpisce? E perchè sembra che ne siano stati immuni, negli ultimi dieci anni, solo Claudio Bisio, la Littizzetto e Luca e Paolo? Hanno preso un antidoto? Sono caduti nella pentola della pozione magica da piccoli? Pintus, dopo Siani, sembrava la riscossa nazional popolare. Ma non ha cavato un ragno dal buco. A malapena, una brioche. Non parliamo poi dei finti giornalisti e non voglio ricordare altro. A questo punto, tremo per chiunnque si presenti su quel palco da giovedì in poi: prima proporrei di farli passare da un buon esorcista.   

mercoledì 11 febbraio 2015

Sanremo 2015. La Conferenza Stampa di Mercoledì 11 febbraio.
Il riassunto per niente serio.

La Conferenza Stampa Sanremo 2015 di questa mattina è forse la prima più attesa. Perché ieri sera il pubblico da casa, ha potuto dare un primo feedback  ascoltando le prime 10 canzoni in gara… Ma soprattutto, oggi ci sono i primi veri ascolti...


La scaletta della Gosparini: seconda serata

Pausa caffè e scaletta di oggi!
ad aprire la serata sarà la sfida diretta tra due coppie di Giovani: su quattro, solo due passano alla semifinale di venerdì.
Perdonate ancora non so chi gareggia oggi.

I 10 big in gara oggi:
Nina Zilli con 'Sola'
Marco Masini con 'Che giorno è'
Anna Tatangelo con 'Libera'
Raf con 'Come una favola'
Il Volo con 'Grande amore'
Irene Grandi con 'Un vento senza nome'
Biggio e Mandelli con 'Vita d'inferno'
Lorenzo Fragola con 'Siamo uguali'
Bianca Atzei con 'Il solo al mondo'
Moreno con 'Oggi ti parlo così'


In programma anche l'omaggio a Pino Donaggio, a 50 anni dalla presentazione di 'Io che non vivo' al festival.

Ospiti speciali della serata:
Charlize Theron
Conchita Wurst
Biagio Antonacci
Marlon Roudette
Vincenzo Nibali ( c'è da lanciare il Giro d'Italia che parte da Sanremo il 9 maggio)
i Pilobolus Dance Theatre
il comico Angelo Pintus

Sanremo 2015.
Gli ascolti della prima serata.

All'indomani della prima puntata di Sanremo 2015, la prima cosa che interessa è sicuramente una: gli ascolti.

Se ne parlerà, sicuramnete, ampiamente durante la Conferenza Stampa di oggi, ma intanto eccovi i dati appena pubblicati sul web.
Detto questo, ecco gli ascolti di ieri sera.

La prima serata del Festival di Sanremo 2015 ha registrato una media di 11.767.000 telespettatori, pari al 49,3% di share.
Nel dettaglio, il la prima parte ha registrato 13.210.000, 49,00% (di seguito il dato della seconda), mentre il dato di ascolto della seconda parte è 6.488.000 telespettatori, con il 52,02% di share .

Per chiarire meglio:
  • Prima parte: 13.210.000 di telespettatori e 49,00% di share
  • Seconda parte: 6.488.000 di telespettatori e 52,02% di share
  • Media Prima Serata: 11.767.000 telespettatori e 49,3% di share
Qui, gli ascolti della prima serata, dello scorso anno.

Sanremo 2015.
Le alternative alla seconda serata.

Seconda serata di Sanremo 2015, ma in barba allo slogan di quest'anno <<tutti amano Sanremo>>, vi assicuro che non tutti amano Sanremo.

A tutti voi eccovi le alternative della seconda serata.


p.s. i titoli possono variare anche all'ultimo minuto

MERCOLEDÌ 11

In onda su






21.10 – Immortals (film – fantastico, 20101). Prima visione free.
Titolo originale: Immortals
Con Henry Cavill, Freida Pinto, Mickey Rourke, Kellan Lutz, Luke Evans, John Hurt.
TRAMA: Il brutale e sanguinario Re Iperione e il suo feroce esercito stanno devastando la Grecia, demolendo tutto quello che trovano sul loro cammino con spietata efficienza. I villaggi continuano a cadere di fronte alle legioni di Iperione e ogni vittoria lo porta un passo più avanti verso il suo obiettivo: risvegliare il potere dei Titani per conquistare gli dei dell'Olimpo e tutta l'umanità. Sembra che nulla sia in grado di fermare il malvagio re dal diventare il padrone indiscusso del mondo, fino a quando un semplice uomo di nome Teseo giura di vendicare la morte della madre, avvenuta durante uno degli attacchi di Iperione. Quando Teseo incontra l'Oracolo della Sibilla, Fedra, le sue inquietanti visioni sul futuro del giovane la convincono che lui avrà un ruolo fondamentale per fermare questa distruzione.

leggi tutto su Blu-ray & Dvd Italia...

Viva il trash! Viva gli anni 80! Viva la libertà!

Sapete che vi dico, a prima botta?
Mi è piaciuto.
La prima serata di Sanremo ha fatto pienamente il suo mestiere: mi ha fatto divertire, incazzare, commentare i vestiti. Mi ha fatto ascoltare belle canzoni che mi hanno emozionato o commosso, tipo quella di Malika Ayane  o di Mauro Coruzzi (Platinette, per la prima volta senza la sovrastruttura) e canzoni che ho trovato - per dire un eufemismo - banali e bruttine.
I vestiti erano sanremesi, come mai cosi tanto da questi anni: malgrado ognuna (e ognuno) interpretasse a suo modo l'eleganza, tutti erano vestiti in un modo speciale e da cerimonia, come si addice a una rappresentazione sociale tradizionale come la prima alla Scala, un matrimonio in Comune o il Festival.

Mi sono piaciute persino le vallette: che poi, tutto si può dire tranne che siano vallette in senso stretto, e bisognerà in fretta coniare un termine che ne rispetti la dignità del lavoro che fanno. Pensano, recitano e leggono in maniera dignitosa (Non spettacolarmente, per carità: ma il sufficiente per fare una onorevole figura e poter commentare che, sì, erano emozionate ma se la sono cavata bene), cantano quando ci sono da riempire i buchi di attesa, persino si prestano con pazienza a leggere monologhi a tre (come si chiamano?) similFazio per arrivare a mezzanotte e trenta, momento in cui finalmente si decretano i primi cantanti passati al secondo turno e i primi a rischio. 
E non senza ironia: un "c'è scritto qui..." di Arisa tradisce tutta l'obbedienza ma il distacco con cui si prestano con dignità a qualunque cavolata sanremese. 

Anche Emma ha capacità recitative e in generale di stare sul palco ben più che sufficienti: abbastanza burina per rispondere al suo clichè, abbastanza intelligente da non passare il limiti, "ci sta dentro" molto più di quel che ci si poteva immaginare. Giudizio sospeso per la Rocio, per insufficienza di prove: le han fatto fare troppo poco ancora per capire che fa davvero, l'unica cosa che salta all'occhio finora è che è belllissima, che porta da Dio i vestiti che mette e che sembra sia intelligente e spiritosa, con un solo lieve accento spagnolo. Un po' Belen, insomma, ma senza farfallina...   

La parte ospiti si è rivelata variegata e buona per tutti i palati, ma proprio tutti. Fortunatamente, in quantità mai sufficienti a fare inorrididire e cambiare canale, ma solo a far commentare vivacemente: per chi non apprezza il genere per esempio, il momento CL, cioè quello che presenta la famiglia più numerosa d'Italia (16 figli) con il papà che ricorda che a 'ste cose ci pensa Gesù e la Provvidenza (e un sano appetito sessuale, direi...) a me ha fatto un po' specie. Ma se questo servirà a far digerire Conchita Wurst nei prossimi giorni, lo apprezzo e ingollo volentieri. 
A rischio battute sceme era anche il medico di Emergency guarito dall'Ebola (E su twitter circolavano boutades tipo "Questo guarisce dall'Ebola, chissà se sopravvive a Sanremo") ma il dottore si è comportanto benissimo, e ne è venuto fuori con grande dignità raccontando, in pochi minuti e con la freschezza di cui solo chi ha vissuto in prima persona le cose può fare, quel che succede nelle zone in cui Emergency va a operare: il che spiega il motivo per cui è importante che ci sia andato, malgrado le polemiche.

Poi, starò invecchiando, ma le reunion e le rentrée di personaggi teletrasportati dagli anni 80 mi sembrano sempre piacevoli, divertenti, autoironiche e nazionalpopolari quel giusto. E così è stato anche per AlBano e Romina, due ex riuniti in nome del "grande rispetto che è rimasto, dopo il tribunale" e dai cachet probabilmente milionari: dalle battute modello Mondaini di Romina, che ricorda al fu marito che la battuta "C'è stato un periodo in cui mi portava solo in tribunale" è vecchia, alle sette flessioni di Albano prima di baciare il palco dell'Ariston.
Quest'ultima mossa mi permette di ricordare che quel gesto era arrivato a poco più di un'ora da un medesimo gesto (ma che avrà mai, quel palco?) fatto da Tiziano Ferro, primo ospite assoluto del Festival: e mi sento di dire "Tiziano, guarda che il nonno pugliese  ti ha battuto di brutto, in prestanza fisica". Ma, d'altra parte, come ha detto AlBano stesso "Io ogni volta che do un bacio faccio un figlio, devo stare attento a distribuirli".

Infine, stavo per dimenticare la parte più tremenda, quella del monologo di Alessandro Siani: una poltiglia di battute di vent'anni fa (va bene che era una serata anni 80, ma non c'era bisogno di riprendere proprio tuttotutto...) culminata in una frase infelice rivolta al ragazzino un po' cicciottello in sala. Lì ci è stato proprio da scatenarsi, negli insulti sui social. Che devono avere visto anche dietro il palco, visto che Conti, dopo qualche ora e qualche centinaio di tweet incavolati neri, ha annunciato con gioia che Siani ha devoluto il suo cachet ad ospedali dei bambini come il Gaslini di Genova: chissà quali torture gli hanno imposto lui e la produzione per far prendere al regista e comico campano questa decisone spontanea.
  
Insomma, detto questo - e omesse certamente altre cose: la prima sera è finita alle 00.45...  - sono piuttosto serena sul proseguimento della 65esima edizione targata Carlo Conti. 
Sono certa che anche oggi, domani e poi ancora ci saranno vestiti carini, papere, cose belle e cose brutte, cariatidi e giovani campioni della nuova musica (Ah, a proposito, in questa quota c'erano gli Imagine Dragon, ieri sera, autori di una memorabile risposta alla domanda del presentatore: "Voi l'altro giorno eravate ai Grammy Awards e oggi qui, come avete fatto?" "E' stato semplice: abbiamo prso l'aereo.").
Insomma, ci sarà ancora Sanremo. E queste sono certezze, nella vita. 
  



martedì 10 febbraio 2015

Sanremo 2015. La Conferenza Stampa di Martedì 10 febbraio.
Il riassunto per niente serio.

Si riparte con una nuova Conferenza Stampa, l’ultima di anticipazioni. Questa sera parte ufficialmente la 65° edizione del Festival della canzone italiana e da domani nasceranno sicure critiche e polemiche, che frizzeranno queste conferenze stampa fin troppo istituzionali e “perfettine.


Mentre attendo l'inizio della Conferenza Stampa, l'occhio cade sul piccolo banner a destra del sito Rai, che dichiara:

20.20 Prefestival

20.30 Diretta Destival

24.00 Dopofestival

Quanto verrà rispettata?

Le alternative a Sanremo 2015.
Il palinsesto di Blu-ray e Dvd Italia di martedì 10 febbraio.

Sanremo si segue solo per due motivi: o sei uno squilibrato, oppure - come succede a noi di Divano e Sanremo - lo segui solo perché c'è il gruppo di supporto del Divano. Pronto a darti una pacca sulla spalla o a tenderti la mano, nel caso in cui mostrassi segni di cedimento (e con Sanremo, sono parecchi i segni di cedimento che uno può provare da casa) tra una televendita e l'altra. A dirti <<ciao Pancrazio, noi siamo con te>>, <<Ubalda, non abbandonarci!!>>, quando sei prossimo/prossima allo svenimento o alla fuga dall'Italia.

Fortunatamente quest'anno il digitale terrestre va in soccorso a chi non ha alcuna intenzione di vedere nemmeno la sigla di Sanremo 2015, a chi è pronto ad affermare <<piuttosto la morte>>, oppure <<invece di soffrire guardando Sanremo, preferisco recuperare le prime stagioni di Centovetrine>>. Tipo.

Da questa sera tanti film in prima e seconda serata, che vi faranno compagnia. Perché c'è un'alternativa a Sanremo 2015, ma le più grandi istituzioni mondiali lo tengono nascosto; non ce lo dicono. Anche perché se non avete Sky, o Mediaset Premium e non volete vedere Sanremo, l'alternativa è questa. O il digitale o un colpo in testa con una di quelle padelle con fondo in pietra.

http://blu-rayedvditalia.blogspot.it/2015/02/il-palinsesto-di-blu-ray-e-dvd-italia_10.html

Su Blu-ray e Dvd Italia, trovate il mio palinsesto. Basta cliccare sull'immagine.

Oppure vai direttamen su ---> Il palinsesto di Blu-ray e Dvd Italia. Martedì 10 Febbraio 2015 sul digitale terrestre.

Appuntamento a domani.

lunedì 9 febbraio 2015

La scaletta della Gosparini: prima serata

E' ormai una tradizione del gruppo facebook Divano & Sanremo l'arrivo della scaletta con i contenuti della serata:  a pensarci da diversi anni è la nostra divanista Michela Gosparini. Da qui, il nome della rubrica quotidiana, che ci accompagnerà fino al 14.... 

Ancora nessuna news sull'ordine di uscita (domani sarò più precisa) questi saranno i BIG che si esibiranno domani sera (in ordine alfabetico)

Annalisa: Una finestra tra le stelle
Malika Ayane: Adesso è qui
Alex Britti: Un attimo importante
Chiar: Straordinario
Dear Jack: Il mondo esplode
Lara Fabian, Voce
Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi (Platinette): Io sono una finestra
Grignani: Sogni infranti
Nek: Fatti avanti amore
Nesli: Buona Fortuna Amore.

Omaggio-ricordo a Mango, Faletti e Pino Daniele

Ospiti speciali canori:
Al Bano e Romina: canteranno Felicità e Cara Terra mia (poi Al Bano da solo canterà E' la mia vita)
Tiziano Ferro presenterà alcuni dei suoi successi
Imagine Dragons

Ospiti speciali non canori:
dottor Pulvirenti (medico guarito dall'ebola)
Alessandro Siani

Sanremo 2015. La Conferenza Stampa di Lunedì 9 febbraio.
Il riassunto per niente serio.

La settimana di Sanremo 2015 è arrivata. Domani parte la 65esima edizione del Festinal della Canzone Italiana, e questa mattina è avvenuta la Conferenza Stampa di apertura. C'eravamo anche noi di Divano e Sanremo....direttamente da casa, tra una forchettata di petto di pollo e l'altra.


domenica 8 febbraio 2015

Sanremo 2015, si riparte (Decisamente più abbronzati)





E' ritornato il momento di dare una spolverata al blog, riaprire il gruppo su Facebook, comprare Sorrisi e canzoni TV e rimettersi sul Divano. 
Ricomincia il festival di Sanremo, per la sessantacinquesima volta e, archiviata l'era Fazio, l'era dei pallidi noiosoni dai gusti colti, si torna di botto allo stile Nazionalpopolare e agli incarnati lampadati. A  fare da gran cerimoniere sarà infatti Carlo Conti, l'uomo dei concorsi di MissItalia, del sabato sera, dei quiz alla portata di tutti e dall'abbronzatura innaturalmente perenne. 

Ci arriverà, al palco dell'Ariston, accompagnato da due che quel palco l'han già calcato: Arisa e Emma Marrone, nel curioso - in questo caso - ruolo di vallette. Con loro l'attrice e conduttrice televisiva spagnola Rocío Muñoz Morales, che - se vi state domandando che ci fa una presentatrice spagnola al Festival di Sanremo e non all'Eurofestival - ha tra le sue principali caratteristiche quella di essere la nuova morosa di Raoul Bova, oltre che la star di Un passo dal cielo 3. 

Tra le altre informazioni di base, ci segniamo la direzione artistica, che sarà curata dallo stesso Carlo Conti, la direzione musicale che competerà allo storico direttore d'orchestra - di tanti anremo e tante trasmissioni rai - Pinuccio Pirazzoli, la scenografia disegnata da Riccardo Bocchini e la regia, curata da Maurizio Pagnussat, regista di fiducia di Carlo Conti.

 Abbiamo detto tutto, per ora. Si parte martedì 10 febbraio alle 20.30 su Rai. Stay tuned.

lunedì 24 febbraio 2014

Renga come Bitossi: e a vincere è Arisa

Io non sono una grande sportiva, ma da quando ero piccola ho in mente una scena (commentatore Adriano de Zan) che mi è tornata alla memoria spesso come una metafora di molte cose della vita.
E' questa:



Ieri sera, quando ormai era già quasi diventato oggi, nel momento della proclamazione dei primi tre, quella scena mi è venuta in mente, come se la stessi rivedendo. Mentre ancora tutti inneggiavano a Bitossi-Renga, che aveva sbaragliato al televoto per tutte le giornate del festival, la giuria di qualità lo estrometteva dai primi tre, lasciando ad Arisa-Basso campo libero per la volata finale.
Poi, con tutta calma, sono venuti fuori i "ve l'avevo detto io", e gli "era già tutto previsto" sulla sua vittoria: in quel momento li, però, siamo rimasti tutti con il naso in mezzo alla faccia.

Perchè tutto ci immaginavamo, anche che Renga non vincesse: ma che non figurasse nemmeno tra i primi tre, no.
E invece così è stato: e il trio dei finalisti è stato Arisa, Raphael Gualazzi e Renzo Rubino.  Un trio lontano anni luce dalla tradizione sanremese: fatta salva, ma solo parzialmente, la vincitrice. Soprattutto, un trio dove non c'era il più votato dalla gente.
Una roba stranissima.
Alla fine, francamente sono stata contenta che Arisa abbia vinto: una vittoria "colta" di Gualazzi o Rubino sarebbe sembrata contro natura sulla Riviera dei fiori ... Certo però che una situazione del genere e il modo in cui è stata conquistata la vittoria finale ha lasciato tutti di stucco, Arisa in primis. Lasciando un amaro in bocca immeritato, magnificamente sintetizzato da questo tweet:


E' proprio vero che Sanremo sembra fuori dal mondo, ma è lo specchio della realtà.....

Questo mi è rimasto dell'ultima giornata del festival. 
Certo, potrei dirvi anche dell'emozione di un miniconcerto di Ligabue, o della scoperta Stromae, o del  fatto che - vivaddio - nella finale sono tornati i vestiti sanremesi: quelli o meravigliosi o tremendi, ma comunque da commentare.  O anche del fatto che Crozza, di norma meraviglioso, a Sanremo proprio non va. Alla fine di tutto l'ambaradan, però, conta solo chi ha vinto e perché: e sulla vittoria di Basso vi dò appuntamento all'anno prossimo.




domenica 23 febbraio 2014

Sanremo 2014, finale e ascolti.
Vince Arisa.

Vince Arisa. Vittoria citofonata? Tutti dicono che si sapeva da tempo...peccato che due giorni fa tutti affermavano convinti l'assoluta vittoria di Francesco Renga.

Eh, Renga. Che fine ha fatto? Da primo che era nella classifica provvisoria di giovedì sera non solo è stato superato dalla seconda di quella classifica – Arisa – ma per giunta è sparito dal podio, surclassato dalla sorpresa Gualazzi.

Nella finale di sabato, dopo la la classifica definitiva - e dopo aver stabilito la classifica dal 13° al 4° posto - è stato riaperto il televoto per i primi tre, decidendo così il podio e il vincitore di questa 64esima edizione (votato dal 25% dal televoto di giovedì sera, 25% dal televoto di sabato sera e dal 50% dal voto della giuria di qualità):

1 – Arisa
2 – Raphael Gualazzi
3 – Renzo Rubino

sabato 22 febbraio 2014

Il Festival dei figli d'arte

Filippo Graziani, di Ivan
Lo hanno notato e apprezzato tutti, l'hanno votato in pochi… comunque quest’anno al festival ha partecipato un figlio d’arte d’eccellentissimo lignaggio: Filippo Graziani, erede della vocalità dell’indimenticato Ivan, visto a Sanremo l’ultima volta nel ‘94, pochi mesi prima della prematura scomparsa. Con il padre, Filippo – segni particolari cicatrice sotto il labbro, orecchini a entrambi i lobi e chitarra sempre a tracolla, condivide il timbro vocale particolarissimo, una certa somiglianza fisica e una certa vena anticonformista: insomma, il suo posto al Festival, dopo innumerevoli tentativi di partecipazione e una lunga gavetta che l’ha portato nelle piazze di tutta Italia, se l’è ben meritato. La giuria di qualità però non l'ha apprezzato granché (il televoto da casa lo aveva invece gratificato di un secondo posto nella serata eliminatoria, che gli sarebbe valso l'accesso alla finalissima): siamo comunque sicuri che il ragazzo rimarrà nel giro che conta e si farà strada, anche senza lenocini rampanti da esporre sulla trave del caminetto.
Tolto Filippo dal mazzo, e posto che Sanremo attrae da sempre le attenzioni di chi vuol fare musica (almeno agli inizi della carriera) ovviamente – siamo in Italia – avere da dire al patron di turno che “ti manda qualcuno” fa sempre il suo bell’effetto, un effetto tale da rendere relativo il peso del curriculum.
Cristiano De Andrè di Fabrizio
Nell’86 ci provò un ancora imberbe Cristiano De Andrè, peraltro in gara anche quest’anno; proponeva “Bella più di me” (titolo autoironico, visto che lui all’epoca avrebbe potuto fare il fotomodello). Ovviamente non sfondò, anzi: si attirò le critiche dei giornalisti (le firme sanremesi sono sempre le stesse l’altroieri come oggi: Fegiz, Mangiarotti, Molendini, Venegoni, Assante&Castaldo… ormai hanno le stanze d’albergo intitolate a loro); il grande padre Fabrizio assistette imperturbabile alla mattanza del figlio e si complimentò con lui solo quando quest’ultimo si guadagnò la piazza d’onore – meritatamente - nel ’93, con “Dietro la porta”. Gli disse: “Bravo”. L’89 fu come ben si sa l’apoteosi dei figli d’arte: erano quattro, tutti alla conduzione e tutti più o meno negati: un figlio di Antony Quinn, uno di Tognazzi, la figlia di Lucia Bosè e una di Celentano.
I figli dell'89
A loro parziale scusante, il fatto di essere stati chiamati sulle tavole dell’Ariston solo poco prima dell’inizio del Festival, a causa dell’inaspettato doppio forfait dei conduttori designati, Renzo Arbore e Renato Pozzetto. Come aggravante, i quattro hanno invece il fatto di non sapere nemmeno come facesse di nome Modugno; qualche storico mette addirittura in relazione la loro conduzione con la caduta del muro di Berlino. Nel '90 in gara (e addirittura secondo classificato tra gli emergenti) anche Gianluca Guidi, figlio di Johnny Dorelli e Lauretta Masiero: nel suo caso, il talento c'era; per la simpatia e la comunicativa, ci sta ancora lavorando oggi… Celentano senior manca in gara al Festival dal lontano ’71, ma il suo cognome è risuonato spesso in riviera anche in tempi più recenti: praticamente a nessuno in famiglia manca nel curriculum la voce “presenze al festival”: oltre alla presentatrice Rosita, nel ’90 ricordiamo la partecipazione (stonatissima, ma magnetica) di Rosalinda, con la sua “Età dell’oro”; dodici anni più tardi, è la volta del figlio maschio, Giacomo, che con la sua “You and me” dimostra una volta di più che l’intonazione non fa parte del corredo genetico dei figli del Molleggiato. 
Francesco Facchinetti di Roby
La stessa, identica cosa si può dire di Daniele Battaglia, figlio del Pooh Dodi, e del figlio di Roby Francesco Facchinetti, il quale per sopperire alla poca propensione per il canto ruppe la consuetudine del vestire in smoking nella serata finale e si presentò sul palco a petto nudo (in molti si domandarono se in quel momento non stesse facendo pubblicità occulta al suo tatuatore). Insoddisfatto dell’esito mediocre delle sue due prime performance (2004 e 2005), DJ Francesco pensò bene di trascinare nel ridicolo anche suo padre in persona, con il quale portò in scena nel 2007 un apocalittico duetto dal titolo “Vivere normale”. A noi ce lo dici? Per continuare sulla strada dei Pooh, ricordiamo l’ormai invece dimenticata partecipazione della figlia di Red Canzian, Chiara – nel 2009 - mentre per Stefano d’Orazio c’è solo da segnalare la reiterata presenza al festival, sul finire degli anni ’80, di una sua “protetta”: Lena Biolcati. Nel 2009 (l’anno in cui vinse Marco Carta) nella sezione Giovani fece il suo debutto pure Irene Fornaciari, rampolla di Zucchero, insieme al quale si esibì nella serata dei duetti con il succitato Dodi Battaglia e a Maurizio Vandelli; insomma, come canterebbe Al Bano: “Meritocrazia canaglia”. Sono ormai solo cibo per “archivisti festivalieri” le partecipazioni di Maurizio Lauzi, figlio del grande Bruno, che prima di cimentarsi come solista fu per anni corista dell’orchestra Rai (è sua la voce del fatidico jingle di baudiana memoria “Perché Sanremo è Sanremo”); quello di Randy Roberts, figlio di quel Rocky che si buttava stasera, ma negli anni ’60, e perfino quella di Christian De Sica, nel ’74 al festival con “Mondo Mio”, in un periodo della carriera in cui ancora era indeciso se fare il crooner, l’attore brillante o il garzone del macellaio. 
Christian De Sica di Vittorio
Perché poi, si fa presto a dire “eh, ma quello lo manda suo papà…” ci vuole talento anche per essere un “figlio di”! Provate a chiederlo al povero Massimo Modugno, o a Marco Morandi, passati all’Ariston nell’indifferenza generale! Provate a chiederlo a Lila Fiori, la figlia del potente politico DC e poi AN dei primi anni ’90: quando lei, dopo aver stonato regolarmente e sanguinosamente in tutte le serate, raggiunse lo stesso l’ambitissima finale con i suoi “Fandango”, durante l’esibizione venne contestata… e i fischi non andavano nemmeno a tempo della canzone (che si intitolava “Non ci prenderanno mai”, erano del resto i tempi di Mani Pulite). Eh si, per fare il “figlio di” ci vuole classe, e tanta! Quella che non manca al gran visir di tutti i figli d’arte: sua Maestà Emanuele Filiberto, principe di Napoli e Venezia. 
Emanuele Filiberto di Vitt. Emanuele
Il figlio dell’erede al trono d’Italia, pur non facendo delle doti vocali la sua arma migliore, quando quattro anni fa è sceso in gara a Sanremo, in trio con Pupo e Luca Canonici, a momenti vinceva con “Italia amore mio”, gabbando pure il buon Mengoni. Si dice comunque che Sua Altezza, affaticato dal clima festivaliero e per smaltire la delusione della mancata vittoria, dopo la finale sia subito scappato a Brindisi… per una breve vacanza.


L'ultima scaletta della Gosparini

Frankie Hi-Nrg - Pedala
Ron - Sing in the Rain
Giuliano Palma - Così Lontano
Francesco Sarcina - Nel tuo sorriso
Noemi - Bagnati dal sole
Antonella Ruggiero - Da Lontano
Giusy Ferreri - Ti porto a cena con me
Cristiano De Andrè - Il cielo è vuoto
Raphael Gualazzi - Liberi o no
Perturbazione - L'unica
Renzo Rubino - Ora
Arisa - Controvento
Francesco Renga - Vivendo Adesso

Riccardo Sinigallia con Prima di andare via comunque si esibirà, fuori gara dopo la sua eliminazione di ieri

Spazio poi ai Giovani, tutti quanti:
Bianca - Saprai
Diodato - Babilonia
Filippo Graziani - Le cose belle
The Niro - 1969
Vadim - La modernità
Veronica De Simone - Nuvole che passano
Zibba- Senza di te
Rocco Hunt - Nu juorno buono (or whatever), fresco vincitore 

Gli ospiti della finale: Ligabue e il cantante belga Stromae.
Ci saranno inoltre Claudia Cardinale e Terence Hill (sportone per Don Matteo, come se ce ne fosse bisogno...)
Infine, torna ad un anno di distanza anche Maurizio Crozza... 

Ciao Francesco

Forse è morto per un malore, forse per l'incidente avvenuto a causa di quel malore.
Fattostà che a 66 anni è morta una delle più importanti voci del rock progressive (mannò, che cavolo: del rock. Punto.) italiano nonchè figura centrale del Banco del Mutuo Soccorso: Francesco di Giacomo. E' un destino che Sanremo debba piangere in diretta qualcuno negli anni: da Tenco a Claudio Villa, l'anno scorso persino il figlio di Franco Gatti, il bruno dei Ricchi e Poveri. 
Quest'anno è toccato a Francesco di Giacomo, e quasi quasi, nel dover ascoltare una cosi brutta notizia, sono contenta che sia successo nei giorni di Sanremo: in qualunque altro momento la notizia non avrebbe probabilmente avuto il giusto risalto. 
Di Giacomo, e il Banco, sono stati "qualcosa d'altro" negli anni '70: insieme alla PFM Premiata Forneria Marconi, gli Area, e Le Orme, sono andati oltre diventando l'esempio più rappresentativo e noto, anche all'estero, di rock progressivo italiano.
Negli anni ottanta, sono andati più in là, scavallando il rock progressivo, che loro già interpretavano in chiave personale: prima hanno fatto questo pezzo (che a dire il vero è il mio preferito)



(Insieme a questo)



Poi sono addirittura andati a Sanremo, nel 1985, ci hanno cantato "Grande Joe".
Quel Festival però li ha praticamente divisi: di Giacomo tornò in giro solo nel 1989 da solista, il Banco - quello rimasto - ancora più tardi.
Ma la sua voce non si dimentica, e non si dimenticherà.


Sanremo 2014, la quarta serata e gli ascolti.

Quarta puntata di Sanremo 2014.
Lo possiamo dire, alla quarta serata ormai, che la vera conferma di questo Sanremo è Pif? Quattro puntate di “Sanremo e Sanromolo” e – pur conoscendolo perfettamente da Il Testimone su Mtv – sono quattro sere che dico che questo ragazzo è un genio. Una tecnica di intervista la sua, talmente semplice e apparentemente banale (ma c’è un lavoro bestiale dietro) da risultare vincente sempre.
“Sanremo e Sanromolo” è lo spaccato reale di quello che ruota attorno all’Ariston e al mito del Festival, i vip più disparati (niente, è ufficiale che Valeria Marini è naturalmente dopata di suo…) che tra autografi, servizi fotografici ed eventi a destra e a manca si nutrono indirettamente per una settimana di questo immenso carrozzone, pur non c’entrando un fico secco con la kermesse o la gara. E poi sempre loro, il pubblico e i groupie. A caccia di foto col personaggio famoso o desiderosi dell’autografo di questo e quello…..poveri…
Ma il preserata è stato scosso da una tragica notizia abbattutasi come un fulmine a ciel sereno (o come un affamato quando vede una pizza con tonno e mozzarella: io): l’eliminazione di Riccardo Sinigallia che, parecchio furbo lui, ha avuto la brillante idea di proporre una canzone che in realtà non era esattamente inedita. È stato quindi punito dalla sfiga imperitura visto che guarda caso il pubblico lo ha fatto proseguire giusto con la canzone edita e per questo è stato sgamato. Bravo, credevamo che la palma di pirla andasse a Francesco Sarcina e ai suoi selfie e invece scopriamo che c’è la fila.
Peccato per lui. Intanto la Sugar, da brava Ponzio Pilato, ha dichiarato di non sapere nulla e se n’è lavata le mani.

Ospiti della serata, interamente dedicata – come la passata edizione – alla celebrazione della musica italiana con un particolare tributo alla scuola cantautorale genovese, sono stati: Marco Mengoni – vincitore della scorsa edizione ma a quanto pare anche nuovo testimonial della campagna per la sensibilizzazione del pelo virile – con un omaggio a Luigi Tenco (pare sappia cantare solo Tenco).
A un certo punto, dopo la Carrà e le Kessler delle sere passate, alla Littizzetto è toccato duettare con Rasputin il Mago Silvan. O quantomeno la sua maschera di cera, perché l’originale risulta essere disperso da decenni. Da quel compleanno quando, alla riaccensione delle luci – dopo che aveva soffiato sulle 800 candeline della torta – lui era sparito. Non c’era più. Ah, se solo avessero tenuto le luci accese….

Effetto Renzi

Hai visto mai che i primi tre tristi e sconclusionati giorni di Sanremo 2014, non degni nemmeno di Fabio Fazio, fossero effetto della vacanza di un governo, e perciò di qualcuno a cui la Rai doveva rispondere?
La puntata di venerdì, per quanto non rutilante, è stata decisamente migliore per chi ama il genere Fazio. Perlomeno, sembra tornata in mano al conduttore: due o tre punti notevoli, Gino Paoli accompagnato al piano da Danilo Rea innanzitutto, o Marco Mengoni che canta Tenco con la benedizione dei parenti di Tenco. ma anche alcuni degli omaggi dei big alla grande musica italiana ci hanno riconciliato sul festival. Su tutti Ron, che ha interpretato da brividi Cara di Lucio Dalla, in una operazione che, per la relazione di affetto che li aveva legati, poteva essere perlomeno discutibile.

Ma anche Giusy Ferreri (accompagnata da un fighissimo Alessio Boni che ha declamato "il mare d'inverno" e insieme a un Haber che sembrava il bimbo terrorizzato costretto a cantare a una recita scolastica) e Raphael Gualazzi hanno fatto belle cose, e altro ancora che non ricordo più. E poi ci sono state le bizzarrie di cui parlare, come Violante Placido che si cimenta con il canto ("lascia stare, non è per te...") o Riccardo Scamarcio che suona la batteria. È stato simpatico persino Silvan, in quota "simpatici residuati Rai".
E alla fine la gara dei giovani l'ha vinta quello meno gradito al divano ma di gran lunga più popolare (Rocco Hunt, definito "L'Harry Potter di Pozzuoli"), lasciando all'amatissimo Zibba il solito contentino del premio della critica.

Persino i vestitini delle signore sono ritornati tutti da commentare in bene o in male: dal lungo modello "signora in Giallo" della Littizzetto al fantastico e chicchissimo nude look di Simona Molinari. Insomma è ritornato Sanremo, quello vero, quello di cui sparlare in serenità. Alla fine della piacevole serata, più precisamente al tg 60 secondi che di norma spezza le gambe alla fine della trasmissione, un'illuminazione: "Ma Renzi ha sciolto le riserve!" E le conseguenti riflessioni. Dietrologia spinta all'eccesso?  Sicuramente. Ma con la tivù di Stato tutto si può ipotizzare.

venerdì 21 febbraio 2014

In diretta dalla Gosparini, la scaletta della serata di venerdì

ecco la scaletta della serata del ‘Sanremo Club’, omaggio ai grandi cantautori italiani:

Antonella Ruggiero canta i New Trolls, “Una Miniera”
Arisa con i Whomadewho canta Franco Battiato, “Cuccurucucu”
Cristiano De André canta Fabrizio De André, “Verranno a chiederti del nostro amore”
Frankie hi-nrg mc con Fiorella Mannoia canta Paolo Conte, “Boogie”
Francesco Renga canta Edoardo Bennato, “Un giorno credi”
Francesco Sarcina con Riccardo Scamarcio canta Zucchero, “Diavolo in me”
Giuliano Palma canta Pino Daniele, “I say i’ sto cca’”
Giusi Ferreri con Alessio Boni e Alessandro Haber canta Enrico Ruggeri, “Il mare d’inverno”
Noemi canta Ivano Fossati, “La costruzione di un amore”
I Perturbazione con Viola cantano Francesco De Gregori, “La donna cannone”
Raphael Gualazzi e the Bloody Beetroots con Tommy Lee cantano Domenico Modugno, “Nel blu dipinto di blu”
Renzo Rubino con Simona Molinari canta Giorgio Gaber, “Non arrossire”
Riccardo Sinigallia con Paola Turci, Marina Rei e Laura Arzilli canta Claudio Lolli, “Ho visto anche degli zingari felici”
Ron canta Lucio Dalla, “Cara”

Gino Paoli, insieme con Danilo Rea, farà un omaggio alla canzone d’autore genovese; venerdì si scoprirà ance il vincitore delle ‘Nuove Proposte’ (in caso di ex-aequo tra due cantanti, decide il presidente della Giuria di Qualità); ospite musicale, lo scozzese Paolo Nutini.

Previsto anche l’arrivo di Luca Zingaretti ed Enrico Brignano.

considerazioni... 
De Andrè figlio canta De Andrè padre...
...un po' come Ron con Dalla
Sinigallia ha praticamente un gineceo di ospiti
a Noemi piace vincere facile e fa un suo cavallo di battaglia dai tempi di X Factor
Giusy anche... a dire il vero, pezzo scontato
il Tommy Lee con Gualazzi è QUEL Tommy Lee?!?