Con tutto l'affetto che ho per Giuliano Palma (meglio: per i suoi Bluebeaters e quel sound cosi bello, da fumosa balera americana...) tutto mi immaginavo ma non di sentirlo definire "big di Sanremo".
Ma questo è un Sanremo in cui i big sono tutti da spiegare, quindi ci sta.
Andando a guardare la sua storia, scopro poi peraltro che è stato un membro fondatore dei Casino Royale, e che ha partecipato a una delle più carine e famose canzoni di Neffa, Aspettando il Sole. Al progetto Bluebeaters ci è arrivato nel 1999, e si è nutrito innanzitutto di splendide cover.
Solista ci è arrivato nel 2009, ora è a Sanremo.
martedì 18 febbraio 2014
I big spiegati al popolo: Francesco Renga
Ormai solo i più antichi ricordano che faceva parte di un gruppo trendy, i Timoria.
Dopo la sua vittoria al Festival di Sanremo del 2005 con "Angelo" Francesco Renga è solo Francesco Renga. Al massimo, è il marito di Ambra Angiolini: ma lui o la coppia fanno decisamente vita a sè. Del resto, lui è solista dal 2000.
A Sanremo è già andato più volte: la prima, nel 2001 tra i giovani. Poi nel 2002 tra i big, poi ancora nel 2005, quando vince. E poi ci torna ancora nel 2009 da partecipante. Nel 2010 ci torna invece come ospite. Al Festival di Sanremo 2011, Renga viene chiamato a duettare con i Modà ed Emma Marrone per il brano Arriverà. Ha ricominciato a partecipare al Festival del 2012, e ora ci torna, da vincitore annunciato.
A Sanremo è già andato più volte: la prima, nel 2001 tra i giovani. Poi nel 2002 tra i big, poi ancora nel 2005, quando vince. E poi ci torna ancora nel 2009 da partecipante. Nel 2010 ci torna invece come ospite. Al Festival di Sanremo 2011, Renga viene chiamato a duettare con i Modà ed Emma Marrone per il brano Arriverà. Ha ricominciato a partecipare al Festival del 2012, e ora ci torna, da vincitore annunciato.
I big spiegati al popolo: Giusy Ferreri
Ma Giusy Ferreri la si può considerare una ex big, una vecchia gloria?
E' passata diretta da commessa dell'Esselunga a prima vera star di XFactor (la prima edizione, ancora in versione Rai): il suo inedito fu infatti "Non ti scordar mai di me": non vinse (Arrivò seconda dietro gli Aram Quartet) ma fece il botto, con quella canzone scritta anche da Tiziano Ferro.
Sembrava ben avviata ad una bella carriera - pubblicò un altro singolo dal titolo "Novembre" che ebbe un buon successo, usci con un album disco di platino, partecipò al concerto "allwoman" con la Pausini e altre, fece un secondo album disco d'oro - quando non si capì che successe: litigò con la major, si perse, chi lo sa. Da allora per lei cover o ospitate.
E ora si ripresenta, un po' come farebbe Anna Oxa.
E' passata diretta da commessa dell'Esselunga a prima vera star di XFactor (la prima edizione, ancora in versione Rai): il suo inedito fu infatti "Non ti scordar mai di me": non vinse (Arrivò seconda dietro gli Aram Quartet) ma fece il botto, con quella canzone scritta anche da Tiziano Ferro.
Sembrava ben avviata ad una bella carriera - pubblicò un altro singolo dal titolo "Novembre" che ebbe un buon successo, usci con un album disco di platino, partecipò al concerto "allwoman" con la Pausini e altre, fece un secondo album disco d'oro - quando non si capì che successe: litigò con la major, si perse, chi lo sa. Da allora per lei cover o ospitate.
E ora si ripresenta, un po' come farebbe Anna Oxa.
I big spiegati al popolo: Francesco Sarcina
Ma, dico io, non è che invece di chiamarlo "Francesco Sarcina" nell'elencare i big, potevano chiamarlo "Quello delle Vibrazioni"?
Almeno, avrebbero potuto risparmiarmi un "chicazz'è?": de Le Vibrazioni - e di "Dedicato a te" - sappiamo quasi tutto, o almeno l'abbiamo canticchiato, o almeno l'abbiamo sentito canticchiare, o almeno l'abbiamo sentito. Peggio: se l'abbiamo canticchiata, sentita canticchiare eccetera, la colpa è tutta sua: Sarcina è autore di testi e musica della quasi totalità delle canzoni di quel gruppo.
In più ha fatto parte di progetti come i Rezophonic o Thori & Rocce. Come solista invece, è quasi un debuttante: lo è solo dal 2012 e ha fatto finora due singoli, mentre il primo album arriverà solo con il festival.
Anche per lui questo sembra il primo Festival di Sanremo ma invece non lo è: nel 2011 ha duettato con Giusy Ferreri, nel 2007 è invece stato "Special Guest" con l'altro componente delle Vibrazioni Stefano Verderi, cantando insieme ai Velvet.
Almeno, avrebbero potuto risparmiarmi un "chicazz'è?": de Le Vibrazioni - e di "Dedicato a te" - sappiamo quasi tutto, o almeno l'abbiamo canticchiato, o almeno l'abbiamo sentito canticchiare, o almeno l'abbiamo sentito. Peggio: se l'abbiamo canticchiata, sentita canticchiare eccetera, la colpa è tutta sua: Sarcina è autore di testi e musica della quasi totalità delle canzoni di quel gruppo.
In più ha fatto parte di progetti come i Rezophonic o Thori & Rocce. Come solista invece, è quasi un debuttante: lo è solo dal 2012 e ha fatto finora due singoli, mentre il primo album arriverà solo con il festival.
Anche per lui questo sembra il primo Festival di Sanremo ma invece non lo è: nel 2011 ha duettato con Giusy Ferreri, nel 2007 è invece stato "Special Guest" con l'altro componente delle Vibrazioni Stefano Verderi, cantando insieme ai Velvet.
lunedì 17 febbraio 2014
I big spiegati al popolo: Frankie Hi-Nrg
C'è un legame tra uno dei miei personali "chicazz'è" di questo festival, Riccardo Sinigallia, e il miglior rappresentante del Rap prima che il rap fosse una cosa da masse, Frankie Hi-Nrg, concorrente con lui a Sanremo 2014: è il brano "Quelli che benpensano". Il miglior brano del rapper siculo-torinese, nominato "brano dell'anno 1997" ha il ritornello cantato da Sinigallia e anche il video, la cui sceneggiatura e regia sono di FHN, è realizzato dal concorrente di cui non sapevo nulla e ho scoperto tutto tempo fa.
A cavallo tra la vera alternativa musicale - e non solo musicale, visto che ha avuto spesso esperienze crossover con video e film - italiana e le tentazioni Pop, Frankie HiNrg può essere definito il papà dei vari FabriFibra, Marracash e via cantando. E ora, si cimenta in Sanremo per la prima volta, anche se su quel palco ha già lasciato decisamente il segno dieci anni fa: è salito infatti sul palco di Sanremo nel 2004 per duettare in una strepitosa ospitata: quella "Non mi chiedermi" cantata da una Paola Cortellesi in versione ospite internazionale, con un brano strepitoso scritto da lei da Rocco Tanica. Da vittoria a Sanremo, se mai fosse stata in gara.
A cavallo tra la vera alternativa musicale - e non solo musicale, visto che ha avuto spesso esperienze crossover con video e film - italiana e le tentazioni Pop, Frankie HiNrg può essere definito il papà dei vari FabriFibra, Marracash e via cantando. E ora, si cimenta in Sanremo per la prima volta, anche se su quel palco ha già lasciato decisamente il segno dieci anni fa: è salito infatti sul palco di Sanremo nel 2004 per duettare in una strepitosa ospitata: quella "Non mi chiedermi" cantata da una Paola Cortellesi in versione ospite internazionale, con un brano strepitoso scritto da lei da Rocco Tanica. Da vittoria a Sanremo, se mai fosse stata in gara.
I big spiegati al popolo: Antonella Ruggiero
Antonella Ruggiero era una vera big quando si chiamava Matia.
O meglio, quando tutti credevano si chiamasse Matia, visto che era la - strepitosa - cantante dei Matia Bazar, gruppo mitico nato alla fine degli anni settanta e passato dal pop più scemo alla sperimentazione elettronica degli anni '80 senza perdere un fan.
Passati direttamente da "Mister Mandarino" (e soprattutto "Stasera, che sera", 1975) all'electropop retrò prima di Vacanze Romane e poi "Souvenir" (brani entrambi presentati a Sanremo, il primo nel 1983 e il secondo nel 1985, non vinsero ma ebbero uno strepitoso successo di pubblico), ha avuto il suo culmine totale nello stesso album di Souvenir, Melancholia, in "Ti Sento", dove la sua pazzesca voce viene utilizzata praticamente in tutta la sua estensione.
Poi, fu fermata da un polipo in gola: un grande spavento, ma probabilmente c'era anche della metafora. Dopo qualche anno guarì e ne approfittò per salutare tutti, cominciando la sua carriera di sofisticata solista.
Dopo però, nè gli altri Matia Bazar (che cercarono in ottime coriste una degna ma impossibile sostituta) nè lei riuscirono a bissare quella magia. Ma non spiace mai rivederli, soprattutto in riva al mare ligure.
I Matia Bazar, in tutto, sono andati a Sanremo 9 volte, 5 delle quali con Antonella Ruggiero. Hanno vinto nel 1978 con il brano ...E dirsi ciao. Antonella Ruggiero, da solista, ha partecipato ad altri 5 festival prima di questo.
Il mio ricordo è dal vivo, a Sanremo, nel 1985, quando ci andai per una agenzia che lavorava per le radio private: ascoltai Souvenir per la prima volta durante le prove generali dell'esibizione all'Ariston, e ne rimasi stregata. Sentirli mi da ancora i brividi adesso... sono di parte, eh?
O meglio, quando tutti credevano si chiamasse Matia, visto che era la - strepitosa - cantante dei Matia Bazar, gruppo mitico nato alla fine degli anni settanta e passato dal pop più scemo alla sperimentazione elettronica degli anni '80 senza perdere un fan.
Passati direttamente da "Mister Mandarino" (e soprattutto "Stasera, che sera", 1975) all'electropop retrò prima di Vacanze Romane e poi "Souvenir" (brani entrambi presentati a Sanremo, il primo nel 1983 e il secondo nel 1985, non vinsero ma ebbero uno strepitoso successo di pubblico), ha avuto il suo culmine totale nello stesso album di Souvenir, Melancholia, in "Ti Sento", dove la sua pazzesca voce viene utilizzata praticamente in tutta la sua estensione.
Poi, fu fermata da un polipo in gola: un grande spavento, ma probabilmente c'era anche della metafora. Dopo qualche anno guarì e ne approfittò per salutare tutti, cominciando la sua carriera di sofisticata solista.
Dopo però, nè gli altri Matia Bazar (che cercarono in ottime coriste una degna ma impossibile sostituta) nè lei riuscirono a bissare quella magia. Ma non spiace mai rivederli, soprattutto in riva al mare ligure.
I Matia Bazar, in tutto, sono andati a Sanremo 9 volte, 5 delle quali con Antonella Ruggiero. Hanno vinto nel 1978 con il brano ...E dirsi ciao. Antonella Ruggiero, da solista, ha partecipato ad altri 5 festival prima di questo.
Il mio ricordo è dal vivo, a Sanremo, nel 1985, quando ci andai per una agenzia che lavorava per le radio private: ascoltai Souvenir per la prima volta durante le prove generali dell'esibizione all'Ariston, e ne rimasi stregata. Sentirli mi da ancora i brividi adesso... sono di parte, eh?
I Big spiegati al popolo: Cristiano de Andrè
Cristiano de Andrè è un big per diritto ereditario. Più che la sua carriera discografica di peraltro buon cantautore e musicista, vale il cognome che porta, quello di uno dei più grandi artisti - e non solo cantanti - della storia recente italiana. Cristiano, di Fabrizio De Andrè, è il suo figlio primogenito, quello che ne ha preso desideri e tormenti.
Una delle più grandi differenze tra padre e figlio, è la loro presenza a Sanremo. Il padre, nemmeno una. Il figlio ha cominciato invece a bazzicare la Riviera a 23 anni, nel 1985: ci partecipò con la canzone "Bella più di me", arrivando quarto nella sezione Giovani e vincendo il Premio della critica. Poi ci è tornato nel 1993 con "Dietro la porta", aggiudicandosi il secondo posto assoluto nella categoria Campioni, il Premio della Critica e il Premio Volare, e nel 2003 con "Un giorno Nuovo". E ora ci torna.
A voler essere cattive, Sanremo non è che uno degli aiutini che la vita gli ha dato per reggere il confronto con la mostruosa personalità del padre. Gli altri sono meno raccomandabili: alcolista (come, ahimè il padre, che fu tenuto a bada dalla sua poesia e dalla sua seconda moglie, l'adorabile Dori Ghezzi) e violento, ha aggredito più volte forze dell'ordine e compagne.
Ci spiega Stefano Redaelli: Cristiano De Andrè a Sanremo tra i big ci andò nel 1993 e raccolse un buon secondo posto, con "Dietro la porta" (non fu contestato dal pubblico in sala come le terze classificate, Casale+DiMichele, ree di aver portato via il podio all'eroe di quell'anno, Renato Zero). Ricordo che De Andrè jr una volta raccontò del momento in cui disse al padre di essere arrivato secondo al festival, raccogliendo come commento dall'augusto genitore un semplice mugugno e un lapidario "bravo".
Una delle più grandi differenze tra padre e figlio, è la loro presenza a Sanremo. Il padre, nemmeno una. Il figlio ha cominciato invece a bazzicare la Riviera a 23 anni, nel 1985: ci partecipò con la canzone "Bella più di me", arrivando quarto nella sezione Giovani e vincendo il Premio della critica. Poi ci è tornato nel 1993 con "Dietro la porta", aggiudicandosi il secondo posto assoluto nella categoria Campioni, il Premio della Critica e il Premio Volare, e nel 2003 con "Un giorno Nuovo". E ora ci torna.
A voler essere cattive, Sanremo non è che uno degli aiutini che la vita gli ha dato per reggere il confronto con la mostruosa personalità del padre. Gli altri sono meno raccomandabili: alcolista (come, ahimè il padre, che fu tenuto a bada dalla sua poesia e dalla sua seconda moglie, l'adorabile Dori Ghezzi) e violento, ha aggredito più volte forze dell'ordine e compagne.
Ci spiega Stefano Redaelli: Cristiano De Andrè a Sanremo tra i big ci andò nel 1993 e raccolse un buon secondo posto, con "Dietro la porta" (non fu contestato dal pubblico in sala come le terze classificate, Casale+DiMichele, ree di aver portato via il podio all'eroe di quell'anno, Renato Zero). Ricordo che De Andrè jr una volta raccontò del momento in cui disse al padre di essere arrivato secondo al festival, raccogliendo come commento dall'augusto genitore un semplice mugugno e un lapidario "bravo".
I big spiegati al popolo: Ron
Ron non lo conoscono i giovani: ma noi antichi sappiamo benissimo chi è. Non foss'altro perchè la sua prima apparizione a Sanremo, nel 1970, fu con il nome di Rosalino, fu più o meno all'età di Justin Bieber (aveva 16 anni) e la stessa bellezza che faceva urlare le ragazzine. Il suo debutto fu in coppia con Nada, quando lei presentò "Pà diglielo a Mà", ma fu l'anno dopo, a 17 anni, e rimanere davvero nella memoria di tutte le ragazzine e a cominciare il suo più grande e importate sodalizio artistico (e, secondo molti anche se non fu mai chiarito, affettivo) con Lucio Dalla. Fu proprio il grande cantautore bolognese, scomparso nel 2012, a scrivergli "Il gigante e la Bambina"che debuttò a "Un disco per l'estate" e che lo lanciò definitivamente. In quello stesso anno Rosalino Cellamare scriverà per Lucio Dalla "Piazza Grande" e verrà consacrato definitivamente nell'olimpo dei cantautori italiani, nella sezione "Bolognesi".
Ron ha vinto Sanremo nel 1996 con Tosca, con "Vorrei incontrarti tra 100 anni"
Tra i ricordi di Stefano Redaelli: "quando vinse nel '96, Ron duettava con Tosca in "Vorrei incontrarti fra cent'anni". La messa in scena prevedeva che lei entrasse sulla seconda strofa e uscisse dal palco nel sottofinale. Ebbene, nell'esecuzione dopo la proclamazione, Ron non richiamò nemmeno sul palco Tosca e toccò a Pippo Baudo rimediare richiamandola per l'applauso meritato. Da notare: nell'albo d'oro, nel 1996 il solo e unico vincitore risulta essere Ron, malgrado quella canzone fosse a tutti gli effetti un duetto (e a questa dimensione deve gran parte del suo successo)".
Ron ha vinto Sanremo nel 1996 con Tosca, con "Vorrei incontrarti tra 100 anni"
Tra i ricordi di Stefano Redaelli: "quando vinse nel '96, Ron duettava con Tosca in "Vorrei incontrarti fra cent'anni". La messa in scena prevedeva che lei entrasse sulla seconda strofa e uscisse dal palco nel sottofinale. Ebbene, nell'esecuzione dopo la proclamazione, Ron non richiamò nemmeno sul palco Tosca e toccò a Pippo Baudo rimediare richiamandola per l'applauso meritato. Da notare: nell'albo d'oro, nel 1996 il solo e unico vincitore risulta essere Ron, malgrado quella canzone fosse a tutti gli effetti un duetto (e a questa dimensione deve gran parte del suo successo)".
martedì 11 febbraio 2014
Sanremo 2014: la scenografia di Emanuela Trixie Zitkowsky
Si scaldano i motori; dopo la conferenza stampa tenutasi ieri mattina (lunedì, 10 febbraio, ndr) manca ora una sola settimana all’inizio dell’edizione numero 64 del Festival di Sanremo.
Nel frattempo – dopo che nei giorni scorsi si è saputo (quasi) tutto riguardo il regolamento, i big, gli ospiti e altro ancora – sul sito ufficiale del Festival compare per la prima volta un’immagine inedita che mostra in anteprima la nuova scenografia che accoglierà i cantanti di questa edizione.
Nuova scenografia, dicevamo, ma anche nuovo lo scenografo. Anzi la scenografa. Niente più Gaetano Castelli (che ha dominato incontrastato per ben 19 edizioni…), ma una donna – la seconda che si occupa di Sanremo – Emanuela Trixie Zitkowsky. Per presentarla basti utilizzare una semplice proporzione, ovvero Gaetano Castelli : Sanremo = Emanuela Trixie Zitkowsky : Grande Fratello (Gaetano Catselli sta a Sanremo, come Emanuela Trixie Zitkowsky sta al Grande Fratello, ndr).
Dato che la Zitkowsky è stata (e lo è ancora) la scenografa di tutte e 13 le edizioni italiane del padre di tutti i reality: il Grande Fratello.
Nel frattempo – dopo che nei giorni scorsi si è saputo (quasi) tutto riguardo il regolamento, i big, gli ospiti e altro ancora – sul sito ufficiale del Festival compare per la prima volta un’immagine inedita che mostra in anteprima la nuova scenografia che accoglierà i cantanti di questa edizione.
Nuova scenografia, dicevamo, ma anche nuovo lo scenografo. Anzi la scenografa. Niente più Gaetano Castelli (che ha dominato incontrastato per ben 19 edizioni…), ma una donna – la seconda che si occupa di Sanremo – Emanuela Trixie Zitkowsky. Per presentarla basti utilizzare una semplice proporzione, ovvero Gaetano Castelli : Sanremo = Emanuela Trixie Zitkowsky : Grande Fratello (Gaetano Catselli sta a Sanremo, come Emanuela Trixie Zitkowsky sta al Grande Fratello, ndr).
Dato che la Zitkowsky è stata (e lo è ancora) la scenografa di tutte e 13 le edizioni italiane del padre di tutti i reality: il Grande Fratello.
martedì 14 gennaio 2014
I big spiegati al popolo: Perturbazione
Per capire qualcosa di più dei Perturbazione, a mio uso e a uso di chi vuole capirci qualcosa di più, dei big di questo dannatissimo e troppo intelligentone Sanremo,
ci ha pensato, con grande solerzia di cui la ringraziamo ampiamente, la divanista Daniela Ceravolo, fan di lungo corso del gruppo da cui nacque tutto, "Divano & Sanremo".
Ci ha mandato tutto quello che sa, che è parecchio: Dopo la lettura, mi ha fatto venir voglia di ascoltarli...
Ci ha mandato tutto quello che sa, che è parecchio: Dopo la lettura, mi ha fatto venir voglia di ascoltarli...
domenica 22 dicembre 2013
I Big di Sanremo spiegati al Popolo: Sinigallia
Meno male che c'è "Divano & Sanremo" (inteso nel senso di gruppo di Facebook), sennò gran parte dei big di quest'anno manco saprei chi sono. Le mie conoscenze musicali sono sempre più antiche e anni '80, un vero disastro.
Nel gruppo, c'è sempre qualcuno che sa dirti meglio di quello o quell'altro cantante, cosi ci si accultura un po'. Con il loro aiuto, quindi, ho deciso di creare delle schede di spiegazione dei big, così io mi preparo all'edizione 2014 del festival e contemporaneamente faccio un lavoro di utilità collettiva. Per cominciare parto da Riccardo Sinigallia, nel gruppo definito così:
Stefano Redaelli: "Sinigallia è un musicista considerato ma che non ha mai sfondato".
Catia Spagnolo: "Su Sinigallia che puoi dire, che se non t'addormenti mentre lo ascolti e non lo scambi per Zampaglione, allora puoi volergli un po' bene"
Daniela Ceravolo: "Comunque Sinigallia faceva parte dei Tiromancino fino ad una decina di anni fa, un ottimo musicista ma negli ultimi anni ha prodotto dischi di altri..."
Ovviamente, è tutto giusto: googolando un po' (Il nostro ha anche una bella pagina wikipedia, quindi non si fa troppa fatica) scopro che è già 43enne (è del 1970), e che ha fatto parte dell'album dei Tiromancino più famoso "La descrizione di un attimo" quello che contiene la bellissima "Due destini", scritta anche da lui e utilizzata nel film di Ozpetek "Le fate ignoranti".
Ha però anche scritto e collaborato a brani di Niccolò Fabi, Luca Carboni, Max Gazzè (e non stupidate eh... ma brani famosissimi come "Una musica può fare") o Frankie HiNrg, per cui firma il ritornello di "Quelli che Benpensano", forse uno dei suoi brani più famosi, sicuramente quello che a me piace di più da sempre.
Nel 2003 e nel 2006 è uscito con i primi due album da solista, "Riccardo Sinigallia" e "Incontri a metà strada" apprezzati dalla critica ma che non hanno sfondato. Sanremo potrebbe essere il trampolino di lancio pop per il terzo album, che doveva uscire appunto nel 2014.
Nel gruppo, c'è sempre qualcuno che sa dirti meglio di quello o quell'altro cantante, cosi ci si accultura un po'. Con il loro aiuto, quindi, ho deciso di creare delle schede di spiegazione dei big, così io mi preparo all'edizione 2014 del festival e contemporaneamente faccio un lavoro di utilità collettiva. Per cominciare parto da Riccardo Sinigallia, nel gruppo definito così:
Stefano Redaelli: "Sinigallia è un musicista considerato ma che non ha mai sfondato".
Catia Spagnolo: "Su Sinigallia che puoi dire, che se non t'addormenti mentre lo ascolti e non lo scambi per Zampaglione, allora puoi volergli un po' bene"
Daniela Ceravolo: "Comunque Sinigallia faceva parte dei Tiromancino fino ad una decina di anni fa, un ottimo musicista ma negli ultimi anni ha prodotto dischi di altri..."
Ovviamente, è tutto giusto: googolando un po' (Il nostro ha anche una bella pagina wikipedia, quindi non si fa troppa fatica) scopro che è già 43enne (è del 1970), e che ha fatto parte dell'album dei Tiromancino più famoso "La descrizione di un attimo" quello che contiene la bellissima "Due destini", scritta anche da lui e utilizzata nel film di Ozpetek "Le fate ignoranti".
Ha però anche scritto e collaborato a brani di Niccolò Fabi, Luca Carboni, Max Gazzè (e non stupidate eh... ma brani famosissimi come "Una musica può fare") o Frankie HiNrg, per cui firma il ritornello di "Quelli che Benpensano", forse uno dei suoi brani più famosi, sicuramente quello che a me piace di più da sempre.
Nel 2003 e nel 2006 è uscito con i primi due album da solista, "Riccardo Sinigallia" e "Incontri a metà strada" apprezzati dalla critica ma che non hanno sfondato. Sanremo potrebbe essere il trampolino di lancio pop per il terzo album, che doveva uscire appunto nel 2014.
mercoledì 18 dicembre 2013
Sanremo 2014: le liste degli ammessi e i chiccazz'è
Evabbè, anche quest'anno mi sento un po' scema, e mi ritrovo costretta a chiedere aiuto atli amici competenti di "Divano & Sanremo" lo storico gruppo di facebook che sta già scaldando i motori per l'edizione 2014.
Fazio come sempre è troppo intelligente per la mia cultura musicale, e mi sciorina dei nomi che devo googolare per capire, o ricordarmi, chi è. Per ora apro le danze della prossima edizione con la lista dei nomi. Fra poco i post che spiegano - a me e a chi come me si sente un po' scemo davanti a questa lista - chi sono i principali nomi coinvolti.
QUESTO POST VERRA' AGGIORNATO CON NUOVI LINK MAN MANO CHE VERRANNO REALIZZATE LE SCHEDE DEI "BIG SPIEGATI AL POPOLO": CLICCATE SUI NOMI CHE HANNO LINK ATTIVI.
I BIG
Arisa
Noemi
Giusy Ferreri
Raphel Gualazzi con i Bloody Beetroots
Cristiano De André
Frankie Hi-Nrg
Giuliano Palma
Francesco Renga
Francesco Sarcina
Renzo Rubino
Ron
Riccardo Sinigallia
Antonella Ruggiero
Perturbazione
Canzoni e particolari li trovate qui
I GIOVANI
Qui sotto, nomi e canzoni in gara per i giovani: quest'anno erano su Youtube già prima dell'inizio, per far abituare le orecchie...
Bianca
Diodato
Filippo Graziani
Rocco Hunt
The Niro
Veronica De Simone
Zibba
Bianca
Vadim
Fazio come sempre è troppo intelligente per la mia cultura musicale, e mi sciorina dei nomi che devo googolare per capire, o ricordarmi, chi è. Per ora apro le danze della prossima edizione con la lista dei nomi. Fra poco i post che spiegano - a me e a chi come me si sente un po' scemo davanti a questa lista - chi sono i principali nomi coinvolti.
QUESTO POST VERRA' AGGIORNATO CON NUOVI LINK MAN MANO CHE VERRANNO REALIZZATE LE SCHEDE DEI "BIG SPIEGATI AL POPOLO": CLICCATE SUI NOMI CHE HANNO LINK ATTIVI.
I BIG
Arisa
Noemi
Giusy Ferreri
Raphel Gualazzi con i Bloody Beetroots
Cristiano De André
Frankie Hi-Nrg
Giuliano Palma
Francesco Renga
Francesco Sarcina
Renzo Rubino
Ron
Riccardo Sinigallia
Antonella Ruggiero
Perturbazione
Canzoni e particolari li trovate qui
I GIOVANI
Qui sotto, nomi e canzoni in gara per i giovani: quest'anno erano su Youtube già prima dell'inizio, per far abituare le orecchie...
Bianca
Diodato
Filippo Graziani
Rocco Hunt
The Niro
Veronica De Simone
Zibba
Bianca
Vadim
lunedì 18 febbraio 2013
Divano & Sanremo diventa un libro????
Beh, un libro...
esagerati...
Però per chi ha un tablet, un pc, uno smartphone purchessia, da adesso può leggersi con comodo il bigino del Festival, partendo dai contenuti di questo blog. Cioè dai contenuti dello straordinario gruppo d'ascolto nato su facebook con Sanremo 2010.
Scaricatelo e guardatevelo: è gratis!
Se lo fate e vi è piaciuto, non vi è piaciuto o avete qualche miglioramento da segnalare, mettetelo nei commenti a questo post. Grazie!
L'ebook di "Divano & Sanremo" in formato pdf
L'ebook di "Divano & Sanremo" in formato mobi
L'ebook di "Divano & Sanremo" in formato epub
esagerati...
Però per chi ha un tablet, un pc, uno smartphone purchessia, da adesso può leggersi con comodo il bigino del Festival, partendo dai contenuti di questo blog. Cioè dai contenuti dello straordinario gruppo d'ascolto nato su facebook con Sanremo 2010.
Scaricatelo e guardatevelo: è gratis!
Se lo fate e vi è piaciuto, non vi è piaciuto o avete qualche miglioramento da segnalare, mettetelo nei commenti a questo post. Grazie!
L'ebook di "Divano & Sanremo" in formato pdf
L'ebook di "Divano & Sanremo" in formato mobi
L'ebook di "Divano & Sanremo" in formato epub
domenica 17 febbraio 2013
Gli ultimi dati auditel e la classifica finale
(sempre a cura di Silvio Maccarrone)
La Serata finale di SanRemo, con la meritata vittoria di Mengoni, è stata seguita da 13.635.000 telespettatori per uno share del 51,96% nella prima parte e 10.349.000, 66,59% nella seconda. Media 12.997.000, 53.80%.
La media delle 5 serate: 11.936.000 e 47.26% (fonte media 5 serate Giancarlo Leone).
Mentre la finale dello scorso anno (vinse la femminilissima Emma Marrone), venne vista da 14.456.000 spettatori (share del 50,93%) nella prima parte e da 12.031.000 (68,73%) nella seconda. La media era di 13.287.000 spettatori con il 57,43% di share.
Quindi, per la finale, Fazio ha registrato dati inferiori rispetto a quelli di Morandi.
p.s una cosa è sicura: Kekko dei Modà con questo terzo posto sarà talmente avvelenato da non voler più sentire la parola SanRemo per tutta la sua vita.
La classifica generale dei big
Marco Mengoni
Elio
Modà
Malika Ayane
Raphael Gualazzi
Daniele Silvestri
Max Gazzè
Chiara
Annalisa
Maria Nazionale
Simone Cristicchi
Marta sui Tubi
Simona Molinari & Peter Cincotti
Almamegretta
La Serata finale di SanRemo, con la meritata vittoria di Mengoni, è stata seguita da 13.635.000 telespettatori per uno share del 51,96% nella prima parte e 10.349.000, 66,59% nella seconda. Media 12.997.000, 53.80%.
La media delle 5 serate: 11.936.000 e 47.26% (fonte media 5 serate Giancarlo Leone).
Mentre la finale dello scorso anno (vinse la femminilissima Emma Marrone), venne vista da 14.456.000 spettatori (share del 50,93%) nella prima parte e da 12.031.000 (68,73%) nella seconda. La media era di 13.287.000 spettatori con il 57,43% di share.
Quindi, per la finale, Fazio ha registrato dati inferiori rispetto a quelli di Morandi.
p.s una cosa è sicura: Kekko dei Modà con questo terzo posto sarà talmente avvelenato da non voler più sentire la parola SanRemo per tutta la sua vita.
La classifica generale dei big
Marco Mengoni
Elio
Modà
Malika Ayane
Raphael Gualazzi
Daniele Silvestri
Max Gazzè
Chiara
Annalisa
Maria Nazionale
Simone Cristicchi
Marta sui Tubi
Simona Molinari & Peter Cincotti
Almamegretta
Il diario della finale (sottotitolo: possiamo sperare nel futuro)
E alla fine ce la siamo sfangata, c'è una speranza per tutti. Ha vinto Marco Mengoni.
La giovane star, amatissimo dalle schiere di fan, continuiamo imperterriti a chiamarlo "Ex di XFactor": ma dimentichiamo sempre che nel frattempo si è guadagnato il primo European Music Awards di Mtv assegnato all'Italia dopo 17 edizioni proprio a lui, nel 2010, quando ha vinto prima il Best Italian Award e poi il Best European Award. A Sanremo ha portato una canzone sanremese ma non stupida, l'ha interpretata sempre bene e con tanto cuore, ha mostrato maturità e quindi ha vinto. Insomma, un percorso normale, una vittoria meritata considerato che non siamo al festival della musica indipendente ma alla competizione canora più nazionalpopolare d'Italia.
Non era scontato: nella triade che si è giocato il primo posto c'erano Elio e le Storie Tese (che si capiva lontano un miglio che non avrebbero vinto, non foss'altro per il fatto che prima della proclamazione del vincitore avevano già preso il premio della critica e quello per il miglior arrangiamento) e i Modà il cui leader Kekko (un nome, tre kappa, un programma) è il mentore delle più "blasonate" vincitrici di Amici.
Insomma, se l'Italia fosse stata come ce la ricordavamo avrebbero vinto le kappa, gli Elii non sarebbero mai arrivati in finale (in favore di qualche cantante di talent, tipo Annalisa o Chiara) e Mengoni avrebbe cominciato a guadagnarsi la fama del "Toto Cotugno del terzo millenio", eterno secondo che poi va a fare i soldi all'estero.
Non è stato così.
Mengoni primo, Elio secondo, i Modà terzi. E' stato l'epilogo giusto di un festival non scontato ma non rivoluzionario, che ha sdoganato in prima serata - in pillole commestibili per tutti - un po' di opera e musica classica (il direttore d'orchestra del sabato sera è stato il giovane e Daniel Harding, ma anche il piano di Leonora Armellini va segnalato) degli ospiti mitici ma non scontati (Asaf Avidan, Antony & the Johnson, Stefano Bollani, Caetano Veloso) delle stelle della danza (Lutz Forster del Pina Bausch tanztheatre). E che ha messo nel giusto ruolo di ospiti provenienti dal passato persone che avrebbero potuto pretendere (che tragedia sarebbe stata...) di essere in gara, come Toto Cotugno o Albano. Via, è andata bene. Anche se molta della salvezza la dobbiamo alla Littizzetto e alla sua capacità di alleggerire tutto, possiamo sperare nel domani. E se lo possiamo fare per Sanremo, lo possiamo fare anche per il nostro futuro...
(Un grazie per le foto della galleria fotografica alla divanista Lorella Ventura, autrice della maggior parte di esse)
La giovane star, amatissimo dalle schiere di fan, continuiamo imperterriti a chiamarlo "Ex di XFactor": ma dimentichiamo sempre che nel frattempo si è guadagnato il primo European Music Awards di Mtv assegnato all'Italia dopo 17 edizioni proprio a lui, nel 2010, quando ha vinto prima il Best Italian Award e poi il Best European Award. A Sanremo ha portato una canzone sanremese ma non stupida, l'ha interpretata sempre bene e con tanto cuore, ha mostrato maturità e quindi ha vinto. Insomma, un percorso normale, una vittoria meritata considerato che non siamo al festival della musica indipendente ma alla competizione canora più nazionalpopolare d'Italia.
Non era scontato: nella triade che si è giocato il primo posto c'erano Elio e le Storie Tese (che si capiva lontano un miglio che non avrebbero vinto, non foss'altro per il fatto che prima della proclamazione del vincitore avevano già preso il premio della critica e quello per il miglior arrangiamento) e i Modà il cui leader Kekko (un nome, tre kappa, un programma) è il mentore delle più "blasonate" vincitrici di Amici.
Insomma, se l'Italia fosse stata come ce la ricordavamo avrebbero vinto le kappa, gli Elii non sarebbero mai arrivati in finale (in favore di qualche cantante di talent, tipo Annalisa o Chiara) e Mengoni avrebbe cominciato a guadagnarsi la fama del "Toto Cotugno del terzo millenio", eterno secondo che poi va a fare i soldi all'estero.
Non è stato così.
Mengoni primo, Elio secondo, i Modà terzi. E' stato l'epilogo giusto di un festival non scontato ma non rivoluzionario, che ha sdoganato in prima serata - in pillole commestibili per tutti - un po' di opera e musica classica (il direttore d'orchestra del sabato sera è stato il giovane e Daniel Harding, ma anche il piano di Leonora Armellini va segnalato) degli ospiti mitici ma non scontati (Asaf Avidan, Antony & the Johnson, Stefano Bollani, Caetano Veloso) delle stelle della danza (Lutz Forster del Pina Bausch tanztheatre). E che ha messo nel giusto ruolo di ospiti provenienti dal passato persone che avrebbero potuto pretendere (che tragedia sarebbe stata...) di essere in gara, come Toto Cotugno o Albano. Via, è andata bene. Anche se molta della salvezza la dobbiamo alla Littizzetto e alla sua capacità di alleggerire tutto, possiamo sperare nel domani. E se lo possiamo fare per Sanremo, lo possiamo fare anche per il nostro futuro...
(Un grazie per le foto della galleria fotografica alla divanista Lorella Ventura, autrice della maggior parte di esse)
| E alla fine, ha vinto Marco, ha vinto Sanremo, hanno vinto i fiori |
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| Eccolo, il marchino osannato anche sul palco dell'Ariston |
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| Secondi, gli Elii. Che si sono presentati in una sorprendente versione obesa |
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| Bianca Balti, supermodella simpatica ma meno carina delle altre (checchè ne dicesse Fazio) si è distinta soprattutto per i suoi monumentali orecchini. Questi sono solo un esempio |
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| Anche la Littizzetto, nella serata finale, si è presentata con la farfallina. Ma non era proprio come quella della Belen... |
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| Daniel Harding |
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| Raphael Gualazzi |
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| Annalisa |
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| Raiz di Almamegretta: le divaniste l'hanno apprezzato molto |
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| L'inquietante Gazzè |
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| Per Chiara mille domande sul vestito |
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| l'atrico catante di Marta sui Tubi |
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| Gli imprevedibili Elii: fino a ieri romulani con le fronti chilometriche, oggi superobesi |
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| il visibilio della Lucianina: il campione di Rugby Martin Castrogiovanni |
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| ...dal quale si fa addirittura portare in braccio |
sabato 16 febbraio 2013
La finale, il punto G del Festival
Siamo arrivati al punto G della settimana festivaliera: la finalissima. I più avveduti schiacciano una pennichella nel pomeriggio per riuscire a tirare le ore piccole stanotte; nella memoria ci sono ancora le interminabili sei ore dell'edizione del 1985, finita oltre le due di notte nella catalessi generale. In scaletta, oltre alle trenta (30!) canzoni in gara, figuravano decine di ospiti, eccoli: Duran Duran, Sade, Katia Ricciarelli e Amedeo Minghi, Baglioni, Jermaine Jackson e Pia Zadora, Gino Vannelli, Claudia Mori, Frankie goes to Hollywood, Village People, Spandau Ballet, Sam Harris, Chaka Khan, i Talk Talk e Claudio Villa; purtroppo non partecipò per un problema di aereo l'attesissimo Phil Collins.
Sperare in un sano contingentamento dei tempi eviterebbe rovesci storici come quelli del 1977 e del 1991, quando i vincitori non vennero proclamati all'interno del Festival, ma dai TG che li seguiva. Nel 1972 un celebre intoppo guastò la festa proprio al momento della proclamazione a un Mike davvero contrariato: il nominativo vincente doveva essere visualizzato sullo schermo di un "calcolatore elettronico", magnificato da Mike come "il futuro del mondo" (e non sbagliava del resto), ma l'enorme Olivetti rimase muto per interminabili minuti di diretta eurovisione, fin quando Bongiorno non si rimangiò la sua profezia e disse verso le quinte: "c'è qualcuno che mi scrive il nome del vincitore su un pezzo di carta e me lo fa avere? Le cose vecchie sono sempre le migliori!". Con tanti saluti a Bill Gates e Steve Jobs.
La prima gaffe della storia del Festival avvenne proprio alla fine della prima finale della storia, nel 1951: il presentatore Filogamo chiamò sul palco l'autore del brano vincente (Grazie dei fior), il maestro Seracini; non vedendo nessuno, pensò di cavarsela con una battuta: "I musicisti sono tutti mammolette vergognose"; dovette prendere il microfono un orchestrale per spiegare nel gelo generale che il maestro Seracini era un povero infermo ormai incapace di muoversi da casa.
Fu invece poco galante Renzo Arbore nell'86, quando bruciò alla presentatrice Loretta Goggi la sorpresa e annunciò che il vincitore era Eros Ramazzotti: la Goggi ci rimase malissimo, guardare il filmato per credere. Insomma, tutti pronti? E nel tifo di questa sera, ricordiamoci che da Bobby Solo a Povia, da Tony Renis a Ramazzotti, il Festival spesso paga la vittoria con un'edizione di ritardo. Elio, secondo nel '96, è lì che aspetta.
Sperare in un sano contingentamento dei tempi eviterebbe rovesci storici come quelli del 1977 e del 1991, quando i vincitori non vennero proclamati all'interno del Festival, ma dai TG che li seguiva. Nel 1972 un celebre intoppo guastò la festa proprio al momento della proclamazione a un Mike davvero contrariato: il nominativo vincente doveva essere visualizzato sullo schermo di un "calcolatore elettronico", magnificato da Mike come "il futuro del mondo" (e non sbagliava del resto), ma l'enorme Olivetti rimase muto per interminabili minuti di diretta eurovisione, fin quando Bongiorno non si rimangiò la sua profezia e disse verso le quinte: "c'è qualcuno che mi scrive il nome del vincitore su un pezzo di carta e me lo fa avere? Le cose vecchie sono sempre le migliori!". Con tanti saluti a Bill Gates e Steve Jobs.
Fu invece poco galante Renzo Arbore nell'86, quando bruciò alla presentatrice Loretta Goggi la sorpresa e annunciò che il vincitore era Eros Ramazzotti: la Goggi ci rimase malissimo, guardare il filmato per credere. Insomma, tutti pronti? E nel tifo di questa sera, ricordiamoci che da Bobby Solo a Povia, da Tony Renis a Ramazzotti, il Festival spesso paga la vittoria con un'edizione di ritardo. Elio, secondo nel '96, è lì che aspetta.
Fazio e gli altri conduttori: c'è chi lascia e chi raddoppia
Gli ascolti vanno bene, e già si parla di un bis di Fazio al festival 2014. Negli ultimi anni, è successo spesso che venisse chiesto un bis ai conduttori premiati dal Dio Auditel: solo per stare ai casi più recenti, Morandi e Bonolis. Il trend lo si vede già con gli ascolti della prima puntata: furono bocciati senza appello già dal mercoledì la Carrà e Panariello, mentre la Ventura fu addirittura commissariata durante la sua stessa edizione, allorquando venne cooptato Celentano il giovedì per il sabato: il Molleggiato fece una lunghissima apparizione sul palco affiancato dalla Ventura e da Tony Renis in persona. risollevando appena un po' la media auditel di quello che rimane uno dei festival meno belli della storia recente.Vianello nel '97 declinò l'invito al bis adducendo motivi di età, mentre il grande Mike, on stage per l'ultima volta nel '98, non guadagnò la riconferma pur senza andare male. Pippo accetta la conduzione solo se ha in tasca la riconferma: è successo nel 2002/2003, nel 2006/2007 e nei ruggenti anni '90 addirittura a scalzarlo dall'Ariston dopo 5 anni di presenza ininterrotta fu solo la magistratura, che lo mise sotto inchiesta per una storia di sponsorizzazioni. Ci sono comunque anche le conduzioni rimaste uniche e ineguagliate, disastrose anche se di successo: pensiamo ai quattro tremendi figli di papà che condussero l'edizione '89 (i figli di Tognazzi, Bosè, Celentano e Quinn si dice siano stati ingaggiati all'ultimo - e totalmente impreparati - per parare il colpo del forfait di Renato Pozzetto e di Renzo Arbore); quante gaffe quell'anno! Ieri sera li ha recuperati Fazio.
E quante papere nel '91, con il timone nelle mani (e nelle lingue) di Edwige Fenech e Andrea Occhipinti: a ogni presentazione ce n'era una, e ogni volta era più sanguinosa... basti pensare che i risultati finali toccò annunciarli a Mollica nel TG1, e Occhipinti concluse la diretta con un programmatico "non ce la faccio più".
I dati del Macca - quarta giornata
(come sempre, a cura di Silvio Maccarrone)
Niente serata di duetti per i Big di questa edizione. La quarta (interminabile) puntata di Sanremo 2013, che ha invece omaggiato (non sempre bene) le canzoni del passato che hanno fatto la storia del Festival e proclamato il vincitore di Sanremo Giovani, ha ottenuto nella prima parte 13.036.000 telespettatori per uno share del 47,55%, nella seconda 6.597.000, 52,68%. La media è di 11.538.000 telespettatori con 48,17% di share.
Lo scorso anno, invece, la quarta serata - quella dei duetti, dove ogni Big riproponeva la propria canzone con un ospite d'eccezione - venne vista da 11.429.000 spettatori (share del 39,64%) nella prima parte e da 7.324.000 (49,84%) nella seconda. Con una media ponderata di 9 milioni 931 mila spettatori, share 41,97%.
Nel 2011, la quarta serata (sempre i duetti), venne seguita da 12.857.000 spettatori (share del 44,25%) nella prima parte e da 8.266.000 spettatori (52,01%) nella seconda. Media di 10.617.000 (46,91%).
Con la quarta serata Fazio fa molto meglio delle due edizioni di Morandi.
Niente serata di duetti per i Big di questa edizione. La quarta (interminabile) puntata di Sanremo 2013, che ha invece omaggiato (non sempre bene) le canzoni del passato che hanno fatto la storia del Festival e proclamato il vincitore di Sanremo Giovani, ha ottenuto nella prima parte 13.036.000 telespettatori per uno share del 47,55%, nella seconda 6.597.000, 52,68%. La media è di 11.538.000 telespettatori con 48,17% di share.
Lo scorso anno, invece, la quarta serata - quella dei duetti, dove ogni Big riproponeva la propria canzone con un ospite d'eccezione - venne vista da 11.429.000 spettatori (share del 39,64%) nella prima parte e da 7.324.000 (49,84%) nella seconda. Con una media ponderata di 9 milioni 931 mila spettatori, share 41,97%.
Nel 2011, la quarta serata (sempre i duetti), venne seguita da 12.857.000 spettatori (share del 44,25%) nella prima parte e da 8.266.000 spettatori (52,01%) nella seconda. Media di 10.617.000 (46,91%).
Con la quarta serata Fazio fa molto meglio delle due edizioni di Morandi.
Serata finale: la scaletta!!
(come sempre a cura di Michela Gosparini)
Raphael Gualazzi
Almamegretta
Daniele Silvestri
Modà
Simone Cristicchi
Maria Nazionale
Annalisa
Max Gazzè
Chiara Galiazzo
Marta sui Tubi
Malika Ayane
Elio e le Storie Tese
Marco Mengoni
Simona Molinari e Peter Cincotti.
leggendo qua e là ho capito che i tre Big con il punteggio maggiore si esibiranno di nuovo e a stabilire il vincitore assoluto quest’anno sarà un sistema misto: 50% dei voti della Giuria di Qualità sommati al 50% delle preferenze espresse con televoto.
per la cronaca: la giuria di qualità è presieduta da Nicola Piovani e composta da Eleonora Abbagnato, Stefano Bartezzaghi, Cecilia Chailly, Claudio Coccoluto, Serena Dandini, Paolo Giordano, Nicoletta Mantovani, Rita Marcotulli, Beppe Fiorello (che sostituisce Neri Marcorè, che sostituiva Carlo Verdone).
ospiti della finale: Andrea Bocelli, Bianca Balti, il ballerino Lutz Förster del corpo di ballo di Pina Bausch, Birdy, Daniel Harding, Martin Castrogiovanni e Claudio Bisio.
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